BRUSCELLO POLIZIANO

Teatro popolare italiano in Toscana

News

A Montepulciano è di nuovo Bruscello con “La Ciuca di Pipone”

Dopo il successo del Decamerone, il Bruscello Poliziano rappresentato in Piazza Grande nei giorni di Ferragosto, la Compagnia Popolare è pronta a mettere in scena il nuovo spettacolo, che sarà ospitato in alcune piazze del centro storico poliziano. Sabato 12 settembre 2015 sarà la volta de “La Ciuca di Pipone”, una forma più simile al Bruscello che veniva rappresentato nelle aie delle campagne durante la Quaresima, che era anche il periodo dell’anno in cui la terra dormiva e i contadini riposavano.

 

Nelle piazze poliziane. Il Bruscello itinerante percorrerà le strade seguendo il suono delle fisarmonica del Maestro Luciano Garosi. L’appuntamento è alle ore 17 in Piazza Grande, per poi spostarsi alle ore 18 in Piazza delle Erbe. Il corteo dei bruscellanti con la ciuca raggiungerà poi la torre del Pulcinella alle ore 19 per una replica dello spettacolo. Un’iniziativa originale ripresa dalla Compagnia Popolare da alcuni anni, che farà conoscere un pezzo della nostra storia: non mancherà la questua per raccogliere i fondi necessari per la cena e per un buon bicchiere di vino, in onore della tradizione contadina. A portare nelle piazze poliziane lo spettacolo saranno i bruscellanti: Roberto De Pascali, Alessandro Zazzaretta, Stefano Bernardini, Franco Capitini, Andrea Paolessi, Sabrina Dottori, Elisabetta Canapini, Elena Cappelli, Marco Banini, Stefano Banini e Michele Morgantini, guidati da Franco Romani.

 

 

Nel segno della tradizione. La Compagnia Popolare ha voluto riproporre quest’antica forma di Bruscello, da cui deriva l’attuale Bruscello Poliziano che viene rappresentato in Piazza Grande dal 1939 nei giorni di Ferragosto. Per portare una testimonianza del passato ma anche per mostrare come si evolve una tradizione e per far comprendere che, se il Bruscello fosse rimasto quello delle origini, la tradizione forse sarebbe scomparsa assieme al Bruscello stesso. Una tradizione che oggi è invece viva, proprio perché si è trasformata, adeguando la sua forma stilistica e musicale ai gusti moderni, ma mantenendo i contenuti e la metrica della poesia a una forma più legata al passato.

 

La trama. Filippo, il vetturale detto Pipone, torna al villaggio e Ventura racconta umoristicamente come Pipone, incontrandosi per strada con il vetturale di messere Girolamo l’ha sfidato alla corsa e ha vinto. La figlia rimprovera il padre di essersi messo contro quel signore che non sopporta oppositori. Pipone liquida la questione dando la colpa alla Ciuca che vuole sempre essere la prima. Arriva Ugone, il figlio di messer Girolamo a domandare se la ciuca è in vendita. Pipone sgarbatamente le dice che è stanco e ne parlerà più tardi. Rimasto solo con Rosa galantemente le dice se sapeva che Pipone invece della ciuca aveva una figlia così bella sarebbe venuto prima. Giunge anche Messer Girolamo che chiede di parlare con Pipone il quale risponde sgarbatamente facendo inquietare Girolamo. Ventura per tutta riaposta dice di organizzare una festa per la vittoria di Pipone. La festa viene interrotta e Pipone viene sfidato da Girolamo che con la forza costringe Ventura a tradire Pipone rubandogli la ciuca, nonostante l’implorazione di Veronica, moglie si Girolamo che difende Ventura. Ventura suggerisce a Pipone di stare attento, perche le potrebbero rubare la ciuca, ma Pipone mostra il suo braccio dove tiene legata la ciuca che è nella stalla e può dormire tranquillo. Ventura grida che gli hanno rubato la ciuca ma Pipone svegliandosi, mostra la fune ben ancorata dov’è legata la ciuca. La gara è persa e Pipone torna distrutto, l’intervento di Veronica e la confessione di Ventura riporta la pace fra i due.