BRUSCELLO POLIZIANO

Teatro popolare italiano in Toscana

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“Brancaleone”: il bruscellino come si faceva nelle aie

Domenica 15 settembre lungo le strade di Montepulciano torna il Bruscellino, uno spettacolo itinerante realizzato dalla Compagnia Popolare del Bruscello che allieta visitatori e passanti in una versione più simile a quella della tradizione contadina, accompagnato soltanto da una fisarmonica. L’appuntamento con “Brancaleone” è per le ore 17 in Piazza Grande, ore 18 in Piazza delle Erbe e infine alle ore 18:30 davanti alla Torre di Pulcinella.

Il bruscellino itinerante richiama il periodo in cui il Bruscello veniva fatto nelle aie dei poderi della mezzadria, all’ombra di un arboscello o nei mercati paesani durante le sagre della civiltà contadina della Valdichiana. Un rimando diretto a quella tradizione da cui è nato il Bruscello come lo conosciamo oggi, una grande rappresentazione che nei giorni di Ferragosto viene messa in scena sul sagrato del Duomo di Montepulciano con centinaia di bruscellanti e l’accompagnamento dell’orchestra.

Nella giornata di domenica 15 settembre il bruscellino dedicato a “Brancaleone” con il coordinamento artistico di Franco Romani vedrà la compagnia formata da Stefano Bernardini, Franco Capitini, Andrea Paolessi, Leonardo Roghi, Claudio Bernetti, Paolo Parissi, Marco Banini, Stefano Banini, Elisabetta Canapini, Sabrina Dottori, Chiara Scannapieco, Roberto De Pascali, Alessandro Zazzaretta, Dino Protasi, Chiara Protasi ed Emanuela Rossi cimentarsi in questa rappresentazione lungo le vie di Montepulciano, accompagnati dalla fisarmonica di Gianluca Stocchi.

La trama del bruscellino è ispirata ai due film diretti da Mario Monicelli (L’armata Brancaleone, 1966, e Brancaleone alle Crociate, 1970). In sella a un ronzino, Brancaleone da Norcia, cavaliere fanfarone e dai pochi meriti, guida un’improbabile “armata” di miserabili nella guerra contro gli infedeli. Sulla strada vivranno mille peripezie, si uniranno alla combriccola anche lo spilorcio ebreo Abacucc, l’Infedele Bronzone, l’ambiguo cavaliere Teofilatto per finire con l’equivoco incontro con le sopravvissute sorelle appestate di un paese deserto pronto per essere conquistato dalla ridicola Armata. Un’avventura di salda presa comica in cui l’invenzione farsesca si mescola alla citazione colta come il personaggio memorabile alle capacità degli interpreti coinvolti.