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Tutto pronto per il Bruscello 2008
Per la prima volta il Bruscello di Montepulciano (Siena), uno degli appuntamenti più
importanti del teatro popolare italiano, nella sua 69 esima edizione andrà in scena con
musiche e testi completamenti nuovi rispetto alle precedenti rappresentazioni tratte da
poemi e libretti già scritti. Si tratta della storia di “Ugolino della Gherardesca”,
personaggio collocato da Dante nel XXXIII canto dell’Inferno e una delle personalità
politiche di primo piano nella Toscana della giovinezza del Poeta, di cui fino adesso non
era mai portata in scena un ‘opera o dramma musicale. Nobile pisano di parte guelfa, fu
accusato di tradimento nella guerra contro Genova e dopo varie peripezie fu rinchiuso in
una torre insieme a figli e nipoti e fatto morire di fame. Questo “dramma popolare in
musica”, recitato e cantato da attori non professionisti (detti bruscellanti) e da circa 100
comparse tutti abitanti di Montepulciano e delle zone vicine, si svolgerà da giovedì
domenica 17 agosto con inizio alle ore 21,30 (biglietto 10 euro) nella suggestiva Piazza
Grande della cittadina senese che può ospitare 600 spettatori. La regia e direzione
artistica sono di Franco Romani, l’Orchestra da Camera Poliziana diretta da Luciano
Marosi, i testi di Irene Tofanini, una giovanissima autrice di appena 19 anni e il
manifesto disegnato dall’artista Gino Serafini. Organizzato dalla Compagnia Popolare del
Bruscello di Montepulciano, è stato realizzato grazie alla collaborazione con il Comune di
Montepulciano, la Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Dante Alighieri fino agli
Cinquanta, decennio che ha segnato l’inizio dell’abbandono delle campagne, era
l’autore più conosciuto dalle masse popolari. Si racconta di persone, per lo più
analfabete, che recitavano a memoria canti della Divina Commedia. Le lunghe giornate
di lavoro dei contadini si concludevano sempre con qualcuno che declamava
tramandando oralmente nei secoli le terzine di endecasillabi del grande Poeta. Su
“Ugolino della Gherardesca”, uno dei personaggi più affascinanti e controversi della
Divina Commedia, non era mai stata scritta un’opera o un dramma musicale malgrado
sia stato oggetto di grande attenzione da parte del mondo dell’arte. Per questo motivo il
Bruscello, da una parte ricalca strettamente la sua tradizione consolidata nel corso 29
titoli rappresentati in 69 anni di attività tratti dai poemi e dai libretti in particolare quelli
scritti da Don Marcello del Balio, ma dall’altro presenta grandi novità nei testi e nelle
musiche. “La tradizione del Bruscello accompagnato dalle immancabili figure dello
Storico e del Cantastorie è rimasto invariato – spiega Franco Romani direttore artistico –
per segnare la continuità con la nostra storia. D’impianto innovativo sono invece i
grandi cori, concentrati nei momenti di massimo interesse scenico amplificando e
sottolineando le vicende interiori dei personaggi, e le musiche che gettano un ponte
verso il futuro del nostro spettacolo che ha già visto numerose metamorfosi tutte mirate
a raggiungere un pubblico sempre nuovo”. Le scene corali saranno quindi vivacizzate
con balli, cortei e musicisti sulla scena mentre le liriche hanno mantenuto una grande
importanza lasciando spazio alle situazioni emotive dei personaggi, anche tramite duetti
e terzetti. C’è poi l’aspetto musicale che avrà un peso più forte con l’orchestra allargata
da 28 elementi e con 20 coristi in più. “Scrivendo la musica per Ugolino- precisa
Luciano Garosi – ho attinto alla grande tradizione della musica popolare italiana che non
può prescindere dal melodramma. Insieme a questo elemento c’è anche la ricerca
filologica: molte melodie infatti sono scritte con delle scale modali antichissime che
addirittura sono scomparse dall’uso musicale nel XVI secolo”. Anche i testi sono stati in
parte rielaborati dalle notizie e i dati storici pervenuti sulla vicenda del conte pisano, con
l’obiettivo di rendere teatralmente efficace questo famoso fatto storico. Rispetto al
poema di Dante si è preferito seguire una linea narrativa più aderente alla realtà: mentre
Dante, ad esempio, dipinge i figli di Ugolino come fanciulli, nel Bruscello sono uomini
già adulti che ricoprono cariche pubbliche, come in effetti erano quando furono
arrestati insieme al padre. Fa da cornice alla vicenda anche la famosa e documentata
battaglia della Meloria in cui Pisa perse contro i Genovesi, acerrimi nemici della città
toscana. Accanto ai fatti militari e politici, si snodano poi vicende sentimentali ed
intrecci amorosi di pura invenzione, mirati, appunto a soddisfare l’esigenze di carattere
drammatico tipiche di questo spettacolo. Questo Bruscello sarà quindi il primo di una
trilogia dedicata a Dante per festeggiare al meglio nel 2009 i 70 anni della Compagnia
Popolare del Bruscello sulla scia dell’innovazione inaugurata con “Ugolino della
Gherardesca”. Nel prossimo anno ci sembra giusto riproporre la fortunata Pia dei
Tolomei – sottolinea il Presidente Marco Giannotti – per ricordare il primo Bruscello del
1939 e nel 2010 toccherà ad un personaggio del Paradiso e ci sembra che Francesco
d’Assisi possa essere il più popolare e attuale. Tutto questo per un Bruscello al passo
con i tempi dove modernità e tradizione si fondono in maniera sempre più stretta”.
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