|
|
Bruscello 2010

Saranno presentate in anteprima, domenica 16 maggio alle ore 18 al Teatro Poliziano
di Montepulciano, alcune delle arie, i temi, i contenuti del Bruscello 2010 “Francesco
d'Assisi”, il 71° Bruscello poliziano che vedremo rappresentato nei giorni di ferragosto
dai Bruscellanti sul Sacrato del Duomo di Montepulciano. Francesco d’Assisi completa la
fortunata “Trilogia” sulla Divina Commedia che ha avuto dal pubblico e dalla critica
enorme successo.Agevoliamo il ricordo indicando “Ugolino della Gherardesca” del 2008,
personaggio che Dante colloca all’Inferno; “Pia de’Tolomei”dello scorso anno che
troviamo in Purgatorio e San Francesco che Tommaso d’Aquino racconta al Poeta, in
Paradiso.I libretti dei tre Bruscelli scritti dalla giovanissima Irene Tofanini sono stati
musicati dal Maestro Luciano Garosi, che ricorderemo nella storia del Bruscello per la sua
singolare impronta musicale che ha dato effettuando una delle grandi crescite che il
Bruscello Poliziano ha avuto cominciando dal 1939 (anno della sua ripresa) ad oggi. La
regia e le scene di Franco Romani daranno anche a questa opera un importante
contributo per meglio essere gradito dal pubblico.San Francesco sarà interpretato da il
giovanissimo Marco Banini già interprete importante nei Bruscelli precedenti. Il suo
compagno "Bernardo" che lo seguirà in tutti i momenti della sua vita sarà interpretato
da un'altro giovane e promettente bruscellante:Matteo Benvenuti. Intorno a loro tutti
gli altri interpreti: Chiara, la stessa autrice del libretto Irene Tofanini; Chiara Protasi, la
prima voce femminile degli ultimi bruscelli, interpreta un personaggio interessante che
si contrasta con la fantastica complicata umiltà sia di Santa Chiara che di Francesco.“La
vita del mistico viene raccontata a partire dalla sua scapestrata giovinezza nella città
natale, dove il ragazzo si divide fra osterie e bravate in compagnia degli amici, oppresso
da un padre attento solo al guadagno e incurante dei desideri del figlio. Sarà solo sul
campo di battaglia e, soprattutto, a seguito della prigionia a Perugia, che Francesco
inizierà ad intravedere la sua nuova strada. Se il primo atto, dunque, è improntato alla
descrizione di scene goliardiche e battagliere, con il secondo si apre la fase di
conversione religiosa di Francesco. L’aneddotica è classica: la denudazione di fronte alla
città di Assisi e la ribellione al volere del padre, le difficoltà nel far accettare il nuovo
ordine alla stessa chiesa e l’incontro con il pontefice nella Santa Sede. L’ultimo atto, al
contrario, ha un profilo più introspettivo e mostra il rapporto di Francesco con il divino:
dall’assoluta comunione con il creato alle tormentose ore che precedono le stigmate.
Lo spettacolo segue, in definitiva, l’evoluzione e la crescita di Francesco nel suo difficile
percorso alla ricerca di Dio e il finale, carico di suggestioni musicali, è il punto d’arrivo di
questa crescita verso l’assoluto.”
« BACK
|
|