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LA TRAMA DEL NUOVO BRUSCELLO "FRANCESCO D'ASSISI"
FRANCESCO D’ASSISIATTO I SCENA IAssisi. In una taverna, fra boccali di vino e piaceri carnali, il giovane Francesco compare per la prima volta sulla scena. Un coro di allegra e sfrenata giovinezza apre lo spettacolo. Molti sono i tavoli e le panche su cui sono ammassati popolani e signorotti, chi giocando ai dadi, chi accarezzando una donna di piacere, chi brindando con un fiasco o un bel boccale. Francesco ed i suoi amici parlano eccitati delle emozioni della guerra e attendono impazienti di potersi lanciare nella battaglia imminente contro Perugia, ma non possono resistere al fascino ammaliante di Annalisa, una fanciulla dallo spirito libero che spesso vaga nelle locande e nei paesi, catturando l’attenzione degli uomini, ma svicolando abilmente catene ed impicci amorosi. Tanto è il lusso e lo spreco e tale è la superficialità che regna nel gruppo, incantato dai giochi d’amore e di guerra, che nessuno mostra un briciolo di compassione per la miseria che impera attorno a loro e, di fronte alle richieste di un povero storpio, i membri della combriccola non trovano di meglio da fare che deridere e burlare il pover’uomo. Lo storpio, tutt’altro che intimorito, rimprovera a Francesco e alla sua compagnia lo spudorato comportamento e la dissolutezza dei loro modi. I giovani lo scherniscono in malo modo e lo cacciano di forza dalla locanda e di seguito si allontanano anch’essi, separandosi a malincuore da Annalisa, per occuparsi dei loro affari, lasciando il locale ancora affollata di gentiluomini che levano un canto alla bella fanciulla, regina del suo mondo di leggeri piaceri.SCENA IISulla pubblica via si accalcano, abbandonati a loro stessi, i poveri di Assisi, disdegnati da una società troppo intenta ai propri interessi, che passa loro accanto come se fossero ombre prive di umanità. Solo una ragazza di nobile aspetto si attarda ad offrire loro una mano e una parola, senza condiscendenza o pietà, ma con istintiva solidarietà. Francesco, per caso di passaggio, riconosce nella fanciulla la sua amica Chiara e la rimprovera per la su imprudenza: non dovrebbe avvicinarsi a infime creature! Chiara lo redarguisce e gli ricorda che essere umani significa avere pensieri e sentimenti, non denaro e vesti preziose e che dunque ben poca differenza c’è fra loro e chi non possiede nulla. Si allontana lasciando a Francesco un dono e molto su cui riflettere. Ma le riflessioni devono attendere, giacché fa il suo ingresso messer Bernardone, padre di Francesco, al contrario di Chiara, completamente assorbito nell’ottica borghese della mercatura medioevale. Bernardone è in perenne conflitto con il figlio a causa della prodigalità di Francesco, fra i due scoppia un breve alterco, appianato dalla madre del ragazzo, giunta a salutare il figlio in partenza per Perugia assieme alle truppe della città. Francesco e l’esercito di Assisi partono trionfalmente, levando cori di gloria.SCENA IIIAccampamento vicino Perugia. Francesco osserva il dono di Chiara e comincia a comprendere la sua superficialità, adesso che affronta direttamente i disagi della vita militare e vede negli occhi di molti suoi compagni la sofferenza e la morte. Assieme ai suoi compagni parla della dura sorte che si sono trovati ad affrontare per loro propria colpa e rimpiangono la loro città. Spaventati dalla guerra e dal pericolo, trovano conforto nell’amicizia. Bernardo e Francesco in particolare, giurano di proteggersi in battaglia e sempre nella vita a venire, se mai non incontreranno la morte sul filo di una spada l’indomani nello scontro. Poco prima dell’alba, Perugia muove un attacco inaspettato, annunciato da una sentinella in fin di vita. I soldati di Assisi tentano invano di resistere, ma sono sgominati e presi prigionieri. I sopravvissuti levano un canto di prigionia e disperazione, trascinati in catene dai vittoriosi perugini.ATTOIISCENA IVie di Assisi, alcuni anni dopo. Le strade brulicano della fervente vita mercantile, su cui si poggia l’intera società comunale, fra i banchi di stoffe e le botteghe degli artigiani si aggirano Bernardo, Pietro e altri amici di Francesco, ricercando il loro vecchio compagno. Francesco è infatti tornato ad Assisi ormai da alcuni mesi, dopo che il padre lo aveva liberato dalla prigionia, pagando il salato riscatto a Perugia, ma il ragazzo appare molto cambiato: non si fa trovare dagli amici di un tempo, vaga continuamente per le vie della città, senza una meta, senza interessarsi di nulla, né tantomeno degli affari del padre; nessuno comprende cosa mai gli sia accaduto. Bernardone è sempre più furioso con quel suo bislacco figliolo, che getta gli averi della famiglia ai poveri, senza tenere in alcuna considerazione i sacrifici che ogni giorno egli deve affrontare per assicurare alla famiglia benessere e serenità. Proprio in quell’istante, entra Francesco, accompagnandosi allegramente con un gruppo di mendicanti; il padre,furibondo, chiama a raccolta il vescovo e i dignitari, mostrando furente, come il figlio dilapidi il suo denaro faticosamente guadagnato, senza riconoscenza per quella vita che il padre aveva tentato di donargli con il suo lavoro e il sudore della fonte. La folla cittadina, richiamata dallo strepito, accorre per osservare la scena. Di fronte ai richiami del padre e alle minacce di diseredazione, Francesco rifiuta di piegarsi e si denuda pubblicamente, rinunciando, sua sponte, alla ricchezza della famiglia. Fra la derisione del popolo, lo sgomento degli amici e la rabbia del padre, solo la Chiara, in disparte, comprende la grandezza della scelta di Francesco.SCENA IIPorziuncola. Francesco incoraggia i pochi che già lo seguono a sopportare la vita aspra della povertà. Inaspettato arriva Bernardo, seguito da alcuni amici di un tempo, si inginocchia davanti a Francesco e chiede di poterlo seguire, ricordando il patto che un tempo, di fronte alla paura della morte avevano stretto. Francesco lo accoglie con gioia, ma proprio in quel momento, a turbare la serenità della loro riunione, accorre Chiara: sconvolta racconta di essere fuggita all’insaputa del padre, capo delle guardie, per avvisare Francesco e suoi amici del pericolo: sono accusati di eresia e le guardie stanno giungendo per intimare di sciogliere l’ordine mendicante all’istante. Francesco dichiara di non volersi muovere, ma giunte le guardie, Chiara viene cacciata a casa e un soldato aggredisce Francesco senza motivo. Lo difende lo storpio, che si lancia di fronte a lui e riceve il colpo di spada del soldato. Le guardie terminano il loro compito di distruzione e si allontanano. Francesco, tenendo lo storpio fra le braccia, raccoglie le ultime parole del pover’uomo: “non smettere di lottare per noi e per te stesso!”I frati compongono il loro amico e cantano un coro per la sua morte.SCENA IIIPorte di Roma, alba. Francesco rassicura i suoi compagni: l’unica strada per riuscire a portare avanti il loro progetto è ricevere l’approvazione pontificia. I frati sono scettici o preoccupati, ma Francesco è inamovibile. Alle soglie della capitale pontificia, li attende un incontro inatteso: Annalisa, attirata a Roma dai festeggiamenti del carnevale, li riconosce e si stupisce del cambiamento che vede in quelli che una volta erano una banda di burloni spensierati. Francesco le parla con cuore sincero e le dice di non gettare la sua vita nel sentimento fugace che non lascia tracce, le offre di unirsi al loro cammino, ma Annalisa è uno spirito libero, che mal sopporta catene di ogni sorta: lei vive nell’istante e la sua libertà non vuole gettarla per un Dio che non ha mai avuto parte nel suo mondo. Saluta i vecchi compagni di bagordi,che scompaiono nelle austere aule della Madre Chiesa, e richiama la folla festante, incitando la sfrenata follia della gioia. Canti e balli affollano la capitale invadendo le strade. D’improvviso, le soglie della Chiesa si spalancano ed un legato esce annunciando che l’ordine francescano è accolto dal Santo Pontefice. Francesco e i suoi confratelli avanzano con il loro messaggio fra le ali della folla.ATTO III SCENA IImmerso nella serenità della natura, Francesco, canta la sua comunione con le creature del mondo e con il mondo stesso. Entra di corsa Chiara, seguita da alcuni frati di Francesco, che cercano inutilmente di fermarla. La ragazza osteggiata dai confratelli, desidera ad ogni modo seguire la vita di Francesco nella via del Signore. Francesco si mostra indeciso, cerca di dissuadere la sua compagna e le chiede di fare ritorno alla sua dimora. Ma le parole della giovane, che come nella sua prima giovinezza riescono a toccare le corde del suo cuore e ad aprire la mente di Francesco, risuonano come un imperativo categorico: lei ama tutto ciò che la circonda e da sempre ha scelto una strada che la riconduce al contatto con il creato e l’assoluto, ora, Francesco non può che accettarla con sé in una vita di comunione e amore. L’uomo si inchina alla ragazza e insieme levano un canto che racconta dell’universo e della sua bellezza.SCENA IIGubbio, nel giorno di Natale. Francesco, ormai a capo di un ordine affermato e importante, si trova a dover affrontare la gestione di un fenomeno, che non si accorda bene con la sua idea di vita semplice e povera. Discute con i confratelli che vorrebbero una migliore organizzazione e prova repulsione per l’idolatria di cui è divenuto oggetto. A nulla valgono i tentativi di Bernardo e di Chiara di farlo ragionare. Scontroso e deluso dal suo stesso ideale, Francesco è sempre più chiuso in sé stesso. Attirata ancora una volta dalla folla festosa, giunge inattesa anche Annalisa, incuriosita dal grande sentimento di comunione che avverte nei confratelli, ma ancora restia a consegnare le chiavi della sua libertà ad un essere sconosciuto. Sarà Chiara a farle comprendere ciò che neanche Francesco le aveva saputo dire: le mostra come le catene che lei legge nella vita di Chiara non esistono e che infondo vivono entrambe per un amore che non rende schiavi, ma padroni della propria esistenza. È dunque grazie all’amore di Chiara per ciò che esiste e non per un ideale astratto, che Annalisa alla fine sceglie di seguire il messaggio di Francesco. Nel mentre un grande corteo di genti, richiamate da una forza inspiegabile si accalca attorno a Francesco, egli regala l’ultima gemma al suo popolo di fedeli, donando loro la grande scena corale del presepe. Poi si allontana nel suo isolamento.SCENA IIIFrancesco è gravemente malato, si rifugia in eremitaggio e a mala pena consente ai suoi più cari amici di disturbarlo. Scaccia perfino Bernardo. Il male che gli rode il corpo non è paragonabile al dolore della sua anima e sente che nessuno di loro può comprendere la sua reale sofferenza. Sente un silenzio insopportabile dentro di sé ed è ormai convinto che la voce di Dio lo abbia abbandonato. Preso dall’angoscia si tormenta invano. D’improvviso, nel suo dolore, avverte una fitta alle mani ed ai piedi e comprende che quell’ultima prova di sofferenza non era altro che l’ultimo dono, ciò che più di ogni altro lo aveva avvicinato al Signore. Preso da una gioia incontenibile canta un inno alla vita e su questo, stremato, muore.Così lo trovano i confratelli, giunti a chiamarlo un’ultima volta e presi dallo sconforto pregano uniti, mentre accorre la folla richiamata dalle grida di frate Leone. Per ultima entra Chiara, ma lei non canta di tristezza e di abbandono, lei vede che la vita ha trionfato nella sua espressione di massimo amore:la morte. Chiara canta senza parole di amore e serenità e tutti la seguono in quella melodia che racchiude il messaggio di Francesco.
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